

Programma
Dal 15 settembre al 31 dicembre 2006
Campo Fossoli: domenica ore 10.00 - 12.30 e 15.30 - 19.00
Museo al Deportato: giovedì, sabato e domenica: ore 10.00 - 12.30 e 15.30 - 19.00
Venerdì 15 settembre inaugurazione con Philippe Mesnard, autore della mostra, al Campo Fossoli ore 18.00 e al Museo al Deportato ore 19.00.
15-16-17 settembre 2006 in occasione del Festival della Filosofia
Apertura continuata dalle 9.00 alle 23.00
visite guidate: ogni 30 minuti
Bus navetta gratuito per Fossoli e ritorno dalla Torre dell’Uccelliera – Castello dei Pio.
A partire da documenti d’archivio, da immagini di reporter e di agenzie pubblicitarie, la mostra, realizzata da Philippe Mesnard (professore all’Università di Marne-la-Vallée) descrive l’evoluzione e la costruzione della rappresentazione delle vittime civili della violenza collettiva, dalla scoperta dei campi di concentramento nazisti ai giorni nostri. Essa ci spiega come alcune rappresentazioni si sono costituite in stereotipi, secondo una sintassi specifica che la stessa “comunicazione umanitaria” ha adottato dagli anni ’80 in poi e che si basa su meccanismi culturali e principi reiteranti propri della cultura occidentale. Le differenze tra vittime occidentali e vittime esotiche, tra vittime politiche e vittime sociali, la rappresentazione della persona in quanto tale e in quanto “vittima”, hanno integrato il nostro paesaggio mentale e condizionato la nostra visione del mondo.
La mostra si articola in due sezioni che comprendono 100 immagini e documenti. Una sezione sarà allestita presso la baracca recuperata dell’ex campo di concentramento Fossoli e la seconda presso la Sala dei Nomi del Museo monumento al Deportato a Palazzo dei Pio.
PHILIPPE MESNARD
Philippe Mesnard, nato nel 1956, è professore di letteratura all’Università di Marne-La-Vallée e all’Haute Ecole di Bruxelles. Attualmente si occupa di semiologia delle rappresentazioni umanitarie e della memoria. E’ l’autore di Maurice Blancot. Le sujet de l’engagement (1996); Conscience de la Shoah.. Critique des discours et des raprésentations (2000) ; Giorgio Agamben à l’épreuve de Auschwitz, con C. Kahan (2001) ; La victime écran. La raprésentation humanitaire en question.(2002), Ed. Italiana a cura di Ombre Corte: Attualità della Vittima. La rappresentazione umanitaria della sofferenza (2004). Con Carlo Saletti ha curato le edizioni francese (2001), italiana (2002) e olandese (2004) del manoscritto ritrovato di Salmen Gradowski (Sonderkommando. Diario da un crematorio di Auschwitz, Marsilio, Venezia 2002).