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  MOSTRE
  Data: 01/01/2014

Primo Levi. I giorni e le opere

La mostra esplora i diversi ambiti dell’opera di Primo Levi e ripercorre il suo itinerario biografico e di intellettuale. La mostra è organizzata in pannelli e si sviluppa su due assi suddivisi in 4 periodi.
Il primo asse riguarda i grandi avvenimenti biografici e storici che hanno inciso in modo significativo sull’opera di Levi; il secondo asse propone i suoi diversi scritti, la loro genesi e la loro evoluzione.
I quattro periodi sviluppati dalla mostra sono i seguenti: gli anni della sua formazione fino al 1945; la messa a punto dell’opera e delle sue caratteristiche nel periodo 1946-1966; il riconoscimento progressivo di Levi come scrittore e come “testimone esemplare” nel periodo 1966-1982; la fatica della testimonianza (1982-1987): Levi a partire dal 1982 continua a pubblicare libri legati alla sua esperienza di deportato (Se non ora quando, 1983 e I sommersi e i Salvati, 1986), ma adotta una posizione sempre più critica rispetto al ruolo del testimone.

La mostra si compone di 20 pannelli bifacciali 220x70 cm con relative staffe di metallo.

Alle scuole la mostra viene data a titolo gratuito previo versamento di una cauzione in conto deposito che verrà restituita al rientro della mostra.

 

Immagini dal silenzio

La prima mostra nazionale dei lager nazisti attraverso l’Italia 1955-1960
L’8 dicembre 1955, a Carpi, è inaugurata la Mostra nazionale dei lager nazisti, prima mostra fotodocumentaria dedicata al tema della deportazione allestita a carattere nazionale in Italia. La mostra Immagini dal Silenzio, che ricostruisce il contesto e parte di quella interessante mostra originaria, consente di indagare come e su quali direttrici si è costruita la memoria della deportazione nel nostro paese e rilevare il ruolo fondamentale assunto da quella prima mostra in questo processo. Quattro le sezioni in cui si sviluppa la mostra: La deportazione nella percezione collettiva italiana dalla guerra al 1955; La celebrazione della Resistenza nei campi di concentramento 8 -9 dicembre 1955;

La Mostra dei Lager nazisti; Il viaggio della mostra. La mostra si compone di 30 pannelli 70 x 100 cm ed è accompagnata da catalogo. Cauzione 300 euro.

Profughi nel silenzio. La vicenda del Villaggio San Marco 1954-1970

La mostra, realizzata attraverso la raccolta di materiale documentario e iconografico, si pone come strumento attraverso il quale conoscere il fenomeno dell’esodo giuliano-dalmata: dall’arrivo dei profughi in Italia alla loro permanenza nel tessuto locale, con una particolare focalizzazione sull’esperienza del Villaggio San Marco, aperto nell’ex Campo di concentramento di Fossoli a partire dal 1954 e rimasto attivo per quasi diciassette anni, fino alla fine degli anni
Sessanta.

La mostra si compone di 17 pannelli 70x100 cm. Cauzione 200 euro.

Tempi di scelta

La mostra offre un percorso unitario di conoscenza dei luoghi di memoria più significativi dell’Emilia Romagna: Casa Cervi, l’ex Campo di Fossoli, Villa Emma e Monte Sole. Il tema centrale di questa mostra è la responsabilità civile che rappresenta il filo conduttore di un viaggio virtuale attraverso le storie di questi quattro luoghi, che ci restituiscono un quadro di memorie complesse legate al secondo conflitto mondiale. Tali memorie sono proposte attraverso le esperienze di persone e comunità che, mosse dalle più diverse motivazioni, di fronte ai tragici eventi imposti dalla seconda guerra mondiale hanno operato una scelta alternativa alla prospettiva dominante, dimostrando alta coscienza civile.

La mostra si compone di 22 pannelli di 100x200 cm con testo (italiano/inglese) e riproduzioni fotografiche; è dotata di struttura autoportante. La mostra è accompagnata da un pieghevole informativo, da una guida didattica e da un catalogo.

 

Italiani d’Istria. Chi partì e chi rimase.

La mostra offre una ricchissima raccolta di storie orali e di ritratti fotografici, raccolti fra gli italiani d’origine istriana, che ancora abitano in territorio sloveno e croato e altri che a seguito dell’esodo giuliano dalmata approdarono a Fossoli, il campo che, nel modenese, durante gli anni del secondo conflitto mondiale vide imprigionati dal fascismo ebrei e dissidenti politici ma che, nel dopoguerra, divenne invece luogo di prima accoglienza per gli esuli della comunità istriana. Lucia Castelli fotografa modenese, di origini familiari istriane, costruisce un grande affresco raccogliendo le interviste, le immagini storiche e  i ritratti di decine di testimoni scelti fra quanti vissero l’esodo, approdando in Italia dai territori della ex Jugoslavia e altri che, invece, decisero di rimanere oltreconfine.

La mostra si compone di 50 pannelli in Dibond con riproduzioni fotografiche degli esuli e breve nota biografica. Non è previsto il supporto.
La mostra è accompagnata da un catalogo al costo di € 20