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La Fondazione ex campo Fossoli è stata costituita nel gennaio 1996 dal Comune di Carpi e dall'Associazione Amici del Museo Monumento al Deportato. Gli obiettivi della Fondazione, che non ha scopo di lucro, sono la diffusione della memoria storica mediante la conservazione, il recupero e la valorizzazione dell'ex campo di concentramento di Fossoli; la promozione della ricerca storico-documentaria sul Campo di Fossoli nelle sue diverse fasi di occupazione; la progettazione e l'attivazione di iniziative a carattere divulgativo, didattico e scientifico, rivolte in particolare alle scuole e ai giovani, negli ambiti di competenza propri della Fondazione, nonché dei diritti umani e dell'educazione interculturale. Dal 2009 la Fondazione ha sede in via Rovighi 57, nei locali della ex sinagoga ottocentesca.

 

ORGANI DIRIGENTI

Presidente
Lorenzo Bertucelli

Direttore
Marzia Luppi

Consiglio d'Amministrazione
Lorenzo Bertucelli
Manuela Ghizzoni
Giovanni Leoni
Ada Menozzi- V. Presidente
Francesco Silingardi
Patrizia Tamassia
Maria Cristina Verrini

Consiglio Revisori dei Conti
Giampiero De Giacomi
Giuseppe Donatiello
Umberto Bernardi

 

ASSOCIAZIONE AMICI DEL CAMPO DI FOSSOLI E MUSEO MONUMENTO AL DEPORTATO

 

STAFF

Silvia Mantovani - attività culturali
Isabella Giovanardi - incoming didattico-culturale e comunicazione
Massimiliano Prandi - amministrazione

 

COLLABORATORI A PROGETTO

Matteo Calanca
Claudio Carretti
Francesca Donati
Marika Losi
Maria Peri
Andrea Selmi

 

VOLONTARI

Valter Bulgarelli
Giancarlo Dondi
Silvano Galantini
Ivano Gobbi
Luca Goldoni
Ilva Guidetti
Dino Lusuardi
Giorgio Martinelli
Adriano Mecugni
Romolo Michelini
Benedino Pozzetti
Fausto Reggiani
Dimes Roncaglia
Dimes Sgarbi
Riccardo Sgarbi

 

COMITATO SCIENTIFICO

Andrea Borsari
Alberto De Bernardi
Simona Forti
Andrea Panaccione
Claudio Silingardi

 

Andrea Borsari è docente di Estetica alla Facoltà di Architettura dell’Università di Bologna (Cesena), visiting research fellow presso il Centre for the Study of Post-Conflict Cultures (CSPCC) della University of Nottingham (UK) e collabora con il Zentrum für Historische Anthropologie della Freie Universität di Berlino (D). Vicedirettore di “Iride. Rivista di filosofia e discussione pubblica” (Il Mulino), è managing editor di “Iris. European journal of philosophy and public debate” (Firenze University Press). Tra i suoi lavori più recenti: El totem y el oso espadachín. Antropológia filosófica de la imitación: Plessner y Gehlen, Córdoba, Universitas, 2007; Hybrids, Differences, Visions. On the Study of Culture, a cura di, con C. Baraldi, A. Carli, Aurora (Colorado), Davies, 2011; Il campo della cultura a Modena. Storia, luoghi, sfera pubblica, a cura di, con V. Borghi e G. Leoni, Milano-Udine, Mimesis, 2011; Navigatio vitae. Saggi per i settant’anni di Remo Bodei, a cura di, con L. Ballerini e M. Ciavolella, New York, Agincourt Press, 2010; Philosophical Anthropology and Contemporary German Thought, a cura di, «Iris», I, 1 January - June 2009.

Alberto De Bernardi è professore ordinario di storia contemporanea e di metodologia della ricerca storica presso i corsi di laurea di Filosofia e  di storia della Facoltà di lettere e filosofia di Bologna; dirige il Dipartimento di Discipline storiche dell'Università di Bologna ed è stato Direttore scientifico dell'Istituto nazionale per  la storia  del Movimento di liberazione in Italia (1998-2003) dove attualmente è membro del Comitato scientifico. È membro del comitato scientifico delle riviste "Società e storia", "Italia contemporanea" ed è stato Visiting Scholar e Visiting Professor presso le università  statunitensi  Brown (Providence. RI) e  Uc Berckeley (Cal.) e presso la  Sorbona (Paris  VII e X).
Per quanto riguarda l'attività scientifica, negli ultimi anni le sue ricerche hanno ruotato intorno a tre  ambiti tematici principali: uno relativo alla storia della società rurale italiana tra ottocento e novecento; l'altro inerente al sindacalismo e ai problemi del controllo sociale in epoca fascista; infine l'ultimo relativo alla mobilitazione politica dei giovani nell' Europa del dopoguerra. Autore di apprezzati manuali scolastici, ha curato (con Scipione Guarracino) il Dizionario di storia, personaggi, cultura, economia.  fonti e dibattito storiografico (Bruno Mondadori, Milano 1998). Tra le sue recenti pubblicazioni si segnala Operai e Nazione. Classe operaia, sindacati e stato nell' Italia Fascista, (F. Angeli, Milano 1994); Storia d'Italia, 1860-1995 (Bruno Mondadori, Milano 1996 con L. Ganapini); Il Sessantotto, (Il Mulino, Bologna 1998 con Marcello Flores); Una dittatura moderna. Il fascismo come problema storico (Bruno Mondadori, Milano 2001) e Storia del mondo contemporaneo, (Bruno Mondadori, Milano 2003).

Simona Forti è Professore ordinario di Storia della filosofia politica all’Università del Piemonte Orientale. Attualmente è Visiting Professor alla “New School for Social Research” di New York. Dal 2003 è membro della Giuria “Der Hannah-Arendt Preis für politischen Denken”, della Heinrich Böll Stiftung, Berlino-Brema. Collabora per numerose giornali scientifici italiani e stranieri e co-dirige la rivista “Filosofia politica”, Il Mulino, Bologna. Si è occupata di filosofia politica del Novecento e del pensiero di Hannah Arendt, del quale è stata una delle principali interpreti. Tra i suoi ultimi lavori, La filosofia di fronte all’estremo. Totalitarismo e filosofia, Einaudi, Torino, 2004; Il totalitarismo, Laterza, Roma-Bari, 2005; Hannah Arendt tra filosofia e politica, Bruno Mondadori, Milano 2006; Paranoia e politica, (con M. Revelli ), Bollati Boringhieri, Torino, 2007; El Totalitarismo: Trayectoria de una idea limite, Herder Editorial, Barcelona, 2008; Nuovi demoni. Come ripensare oggi il rapporto male e potere, in corso di stampa, Feltrinelli, Milano 2012.

Andrea Panaccione è stato docente di storia e filosofia nei licei e poi docente di storia contemporanea presso l’Università di Modena e Reggio Emilia; collaboratore di numerose fondazioni e istituzioni italiane e internazionali. Autore di numerose pubblicazioni sulla storia dei movimenti sociali del ‘900, in particolare nelle aree tedesca e russa, e sulle organizzazioni internazionali del movimento operaio. Tra di esse: Kautsky e l’ideologia socialista, Milano, FrancoAngeli, 1987; Un giorno perché. Storia internazionale del 1° maggio, Roma, Ediesse, 1989; Socialisti europei, Milano, FrancoAngeli, 2000; Il 1956. Una svolta nella storia del secolo, Milano Unicopli, 2006. Direttore scientifico della Fondazione Giacomo Brodolini di Milano, per la quale ha coordinato il progetto di ricerca internazionale sulla storia del 1° maggio, curando numerose pubblicazioni.

Claudio Silingardi è direttore dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena e del Museo della Repubblica partigiana di Montefiorino, nonchè membro del Consiglio di amministrazione dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia. Inizialmente si è interessato di storia del movimento operaio e delle culture politiche, poi del fascismo, dell’antifascismo e della Resistenza. Tra le sue pubblicazioni si possono citare Rivoluzio Gilioli, un anarchico nella lotta antifascista 1903-1937 (1984), Cento anni di lavoro. Immagini per la storia del movimento operaio a Modena 1860-1960 (1991, seconda edizione 2001), Una provincia partigiana. Guerra e Resistenza a Modena 1940-1945 (1998), (con Amedeo Osti Guerrazzi), Storia del sindacato a Modena 1880-1980 (2002), (con Metella Montanari) Storia e memoria della Resistenza modenese 1940-1999 (2006). Si occupa anche di musei e di luoghi di memoria, sia sul piano della ricerca che su quella della progettazione museologica, ed ha partecipato ai riallestimenti del Museo della Repubblica partigiana di Montefiorino (1994 e 1996) e del Museo dei fratelli Cervi di Gattatico di Reggio Emilia (2001). Tra le pubblicazioni relative a questo ambito si segnalano (con Paola Varesi), Il Museo Cervi tra storia e memoria (2002), Il Museo della Repubblica partigiana di Montefiorino. Guida storica (2005), Alle spalle della linea Gotica. Storie luoghi musei di guerra e Resistenza in Emilia-Romagna (2009).
 

 

 

 

 

 


 

 
 
      
 
 
 
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