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Museo Monumento al Deportato
 Il Museo è aperto regolarmente nei seguenti giorni e orari:
- giovedì mattina su richiesta
- ven-sab-dom e festivi ore 10:00-13:00 e 15:00-19:00.
 Apertura straordinaria: giovedì 27 gennaio, Giorno della Memoria: ore 10:00-13:00, ingresso gratuito.
 Accesso esclusivamente con super green pass* L’art. 8 del decreto legge n. 221/2021 prevede che a partire dal 10 gennaio 2022 e sino alla cessazione dello stato di emergenza, attualmente fissata al 31.03.2022, ai fini dell’accesso del pubblico ai luoghi della cultura è necessario il possesso della certificazione verde covid derivante esclusivamente dall’avvenuta vaccinazione, guarigione o guarigione a seguito di vaccinazione (cd. green pass rafforzato o super green pass). È stata quindi esclusa la possibilità di accesso ai luoghi della cultura per quanti siano in possesso del green pass da tampone.

 Informativa ai sensi dell'art. 13 del Reg. Eu. N. 679/2019 circa il trattamento dei dati personali nell'attività di controllo della certificazione verde covid (green pass) nell'accesso ai luoghi della cultura gestiti dalla Fondazione Fossoli
 Informativa ai sensi dell'art. 13 del Reg. Eu. N. 679/2019 circa il trattamento dei dati personali nell'attività di controllo della certificazione verde covid (green pass) sui luoghi di lavoro


Inaugurato nel 1973, il Museo Monumento al Deportato è una struttura unica nel suo genere, frutto dell'impegno civile di artisti che furono anche testimoni degli avvenimenti che rappresentavano. Già nella metà degli anni '50 l'amministrazione di Carpi, guidata dal primo sindaco Bruno Losi, diede vita a un comitato composto dagli enti locali, dalle comunità ebraiche, dall'ANED (Associazione nazionale ex Deportati) e dalle associazioni combattentistiche, per ricordare i deportati nei lager.
In tale modo si intendeva tradurre il ricordo, ancora vivo nelle superstiti strutture del vicino Campo di Fossoli, in costante monito per il futuro.
Per la progettazione del Museo fu incaricato il gruppo BBPR (Belgioioso, Banfi, Peressutti e Rogers) in collaborazione con Renato Guttuso. A questi architetti la commissione breitling replica giudicatrice riconobbe il merito di avere operato la scelta antiretorica di esprimere un tema, che dava facilmente adito a ovvie forme di simbolismo, utilizzando un linguaggio rigoroso e alieno da ogni retorica.


Il Museo, posto in una vasta area a piano terra del Palazzo dei Pio, in pieno centro storico, si sviluppa in 13 sale essenziali e sobrie. 
Qui sono conservati suggestivi graffiti di alcuni grandi pittori come Picasso, Longoni, Léger, Cagli e Guttuso che hanno commentato a loro modo l'orrore della Deportazione sulle pareti del Museo.
Le teche contengono pochi ma significativi reperti, oggetti e fotografie, ordinati da Lica e Albe Steiner.


 

 
 
 
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