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  RESOCONTO PER IMMAGINI E PAROLE DEL PROGETTO MEMORIA DELLE SCOLARESCHE ROMANE PRESSO L'EX CAMPO FOSSOLI: 16-18 APRILE 2013
  Data: 19/04/2013
  • Eccovi alcuni dei pensieri/commenti/riflessioni dei 200 ragazzi che hanno partecipato anche quest anno al viaggio della memoria presso l'ex Campo Fossoli e il Museo Monumento al Deportato di Carpi.

    progetto memoria scuole di Roma:

    alcune riflessioni dei ragazzi

    Quando penso a questi argomenti mi immagino sempre un tedesco nazista che impone ordini e insulta gente innocente.

    Altre volte invece penso a questo momento con orrore e a quanto l' uomo possa essere crudele o spietato, ma allo stesso tempo ingenuo e dipendente da una persona più importante. Ogni uomo deve avere un' opinione propria ed esprimerla con tutta la sua sincerità.

     

    Gabriele le R.

    Senza ricordo non esiste passato.

    Senza passato non esiste la storia.

    Senza più storia non c'è futuro e non c'è l' uomo .

    L' uomo senza storia è un uomo senza futuro e senza umanità

    Anonimo

     

    Tenere in memoria i fatti di cui non siamo stati testimoni diretti, ecco l' obbiettivo che ci si pone per questo per questo viaggio. E diventare testimoni a nostra volta per i nostri amici, compagni, parenti ecc.

    Ci era stato detto tutto, ci hanno preparati alle emozioni, all' immedesimazione, alla fatica.

    Quello che mi aspettavo di meno però è stata la smania di conoscere e, la curiosità di noi ragazzi. Sono abituata, nella nostra classe alla confusione e al chiacchiericcio. In questi due giorni invece mi sono abituata al silenzio, al rimanere senza parole per lo stupore. Alle giornate piene, al salire sul pullman sempre stanchi ma trovare la voglia di ridere.

    Ho capito che, anche se siamo gli stessi ragazzi che sono partiti da tutti gli angoli di Roma, ci portiamo dietro per tutta la vita un bagaglio fatto di emozioni forti, esperienze e amicizie che ci resteranno dentro per sempre

    Giulia M.

     

    Avevo 11 anni quando per la prima volta entrai in un campo di concentramento.

    Visitai Dachau con i miei genitori.

    Durante la visita mi allontanai dai miei genitori e girando tra le varie baracche mi persi, in quel momento mi sentii persa nell' animo pensavo a milioni di persone che avevano provato quel senso di smarrimento mentale prima di me.

    Visitai anche il museo ma forse non ero abbastanza matura per comprendere fino in fondo. Quest' anno ho 14 anni e ho visitato il campo di transito di Fossoli ed ho provato quella stessa sensazione di sconforto, angoscia e quel strano senso di vuoto. Credo che Auschwitz rappresenti una realtà più cruda di quella di Fossoli e lasci forse “ solchi “ più profondi nella memoria essendo uno dei luoghi dove la cattiveria dell' uomo ha avuto sfogo nei modi più brutali. Questa è comunque stata una delle esperienze più significative nel corso della mia vita ed ha lasciato in me la voglia di combattere per i miei ideali e di lottare per un mondo più giusto.

    In definitiva la mia riflessione si concentra su un punto centrale:

    E' giusto sentirsi consapevoli? Avremmo avuto il coraggio di rinunciare alla nostra vita per difendere quella di uno sconosciuto?”

    Liulia R.

     

     

    Ho scelto di fare questo viaggio perché volevo conoscere davvero la realtà, volevo viverla, vivere le emozioni che hanno vissute i testimoni.

    Volevo sentire la paura, la tristezza... pensavo di sentire tutto questo visto che mi emoziono per piccole cose! Ma non come pensavo, tutto quello che ho visto con i miei occhi, la realtà, mi ha chiusa, non riesco a pensare che non mi sono emozionata.

    Camminando tra le vecchie baracche mi immaginavo tanti uomini, donne, ragazzi e ragazze, bambini e bambine, vecchie e vecchi li a soffrire, per tutto e per tutti, mi immagina nazisti che fucilavano innocenti, che bastonavano e picchiavano giovani con tanto talento e con tanto futuro da vivere, mi immaginavo i piccoli figli strappati dalle bracia e il calore e il petto di quella mamma senza speranze.

    Sentivo pianti, urla, parole e discorsi. Ma strano non ho sentito niente perchè avevo paura, mi sono immaginata anche me stessa lì a soffrire e l' unico sentimento che ho provato è la paura.

    Volevo farmi un' altra volta una domanda che mi chiedo tutti i giorni, perché cerchiamo di ricordare tutto questo, parlarne, discuterne,

    nonostante nessuno ci ascolti?

    Perché c'è ancora la guerra nel mondo?

    Perché molti non vogliono imparare a fare la PACE?

    Hajar

     

    La libertà è nella conoscenza

    La conoscenza si ha attraverso la testimonianza

    La testimonianza è Libertà

    GRAZIE FOSSOLI

    Grazia R.

     

    Loro sono testimoni. Voi siete testimoni. Noi possiamo essere testimoni e testimoniare una delle pagine più efferate, crudeli ma anche vigliacche e meschine della storia umana.

    Testimoniare alle generazioni future la follia di quelle persone che hanno usato come capro espiratorio un intero popolo, estinguendolo.

    I testimoni diretti non ci saranno per sempre ma noi possiamo continuare a ricordare e testimoniare.

    Perché non succeda più!

    Daniele R.

     

    Penso che sia importante conoscere il passato e le sofferenze o gli errori che sono stati commessi per poter costruire un futuro migliore.

    Non so cosa avrei fatto se fossi vissuta in quel periodo, se avrei avuto la forza di combattere per la giustizia.

    Vedere un campo di concentramento dal vivo fa si che rimanga impressa un' emozione forte e profonda.

    Anonimo

     

    Ciò che è scritto nei libri di storia non è reale, perché le parole usate sono sbagliate...

    non esistono parole per descrivere il terrore, la paura e l' indifferenza che c'era .

    Non si riesce a spiegare con le parole.

    Prima di dire, o di fare, o di pensare, bisogna vedere e conoscere per esserne consapevoli.

    Giorgia C.

     

    Vedere la realtà, quella brutta e dolorosa, fa sempre male. Fa male ricordare simili orrori ed essere nella consapevolezza di sapere

    che quel terribile orrore è accaduto.

    Questi giorni tra il campo di Fossoli e il video di Auschwitz, ho riflettuto. Ho riflettuto su quello che voglio essere, e so quello che voglio essere: una persona che non dimentica quel tempo che prende il nome di passato. Non voglio dimenticare quello che sto provando ora: la paura e anche l' essere sbalordita da quello che ho visto e ascoltato. Sono cose che, secondo me nella vita non si dimenticano, o meglio non si devono dimenticare per il rispetto di tutti i morti trovati nei campi di concentramento. E ora nella mia mente rimbomba una frase detta dal signor Giberto, il testimone:

    “ Fatevi sempre un parere, cercate di capire cosa sta succedendo”.

    Beh secondo me, questa frase è la parola chiave di tutto il viaggio: cercare di lottare per la libertà ed essere sempre informati su ciò che accade intorno a noi affinché, mai, un' altra volta possa accadere una terribile strage. E' un' esperienza fantastica che ti fa riflettere;

    Ed io oggi dico:

    Tutto questo non si può dimenticare: chi dimentica è complice!”

    Sara S.

     

     

    Visitando un campo di concentramento mi ha colpito, più dell'atmosfera, del filo spinato, delle baracche, la vista dei forni crematori.

    A Dachau, i forni sono a blocchi di due, simmetrici, lunghi, bassi e con le ante che si aprono verso l'esterno.

    Sono terribili, fanno paura non per la violenza, non per il sangue, ma fanno paura per la mente. Dentro, sono bui. Guardandoli sembravano bocche pronte ad inghiottirti, ma poi sembrano dei grandi occhi bui, che ti fissano.

    Sono l'essenza del campo di concentramento. Possono sembrare normali cassetti chiusi, ci si può scherzare su, fare finta di niente.

    Quando si aprono, però. Si rivelano essere quello che sono: concentrati della cattiveria umana.

    Sembrano pronti a risucchiarti per non farti uscire se non annientato fumo.

    Guardando quei occhi così crudeli, non ho provato rabbia né paura, solo tristezza.

    Dei campi di concentramento non mi hanno colpito la freddezza della violenza, ma la profondità di quegli occhi scuri.

    In fondo a quello sguardo si concentrano non le immagini della crudeltà, ma la cattiveria stessa.

    Ma non bisogna girarsi, io non l'ho fatto.

    Voglio percorrere fino in fondo lo sguardo di quei profondi occhi scuri.

    Edoardo D.

     

    E' stato molto bello ma me lo aspettavo più realistico e non mi ha suscitato molte emozioni

    Anonimo

     

    Appena ho saputo di poter avere l'opportunità di venire qui a Fossoli a vedere i campi di transito (o concentramento) mi sono subito proposto e il prof per fortuna mi ha dato un'occasione di sapere molte più cose di quelle che leggi nei libri di storia. I ragazzi del liceo ci hanno fatto vedere un video molto interessante. Abbiamo ascoltato le testimonianze di qualche sopravvissuto ( una specie di eroe!) ed hanno risposto ad una domanda che mi ha colpito.

    Alla domanda “ ce l'hai con loro che ti hanno fatto passare tutto questo?” hanno risposto “no!”

    io mi chiedo “come mai??” se fossi stato io ce l'avrei avuta a morte.

    Torno a casa con la consapevolezza che l'uomo può essere una pazzo e che ci si lascia convincere con poco.

    ( perché Hitler ha convinto moltissime persone con molto poco).

    Mi piacerebbe molto visitare anche Auschwitz perché sicuramente è molto peggio dei campi di Fossoli. Spero che non succeda mai più una cosa del genere.

    Anonimo

     

    Il video mi ha fatto riflettere sulla tragica condizione del campo di concentramento di Auschwitz e la vita degli ebrei là.

    Il film è fatto abbastanza bene e i ragazzi esprimevano il loro parere nell'aver fatto questo viaggio.

    Anonimo

     

     

     

    Riparto con la mia valigia piena di nuovi amici, di splendidi sorrisi, di nuovi sentimenti ma sopratutto di una rinnovata consapevolezza.

    Grazie.

    Anonimo

     

    Penso che studiare dai libri ciò che è successo e che ancora succede nel mondo, non sia come andare in quel luogo ascoltare coloro che hanno vissuto in prima persona i drammi che sono successi.

    Entrata nel campo di “transito” di Fossoli, ho immaginato quelle “ baracche “ ormai rovinate dal terremoto avvenuto qui e dal tempo passato da quella data che ha condizionato tutti i deportati, come se fossero intere e ancora all'interno : lavoratori ancora vivi, e all'opera, come mano d' opera

    Anonimo

     

    Questo viaggio mi ha come bloccato il respiro. Nella grande storia, questo immenso errore verrà ricordato da tutti per sempre. Dobbiamo riflettere non sulle cose belle per vantarci ma dobbiamo pensare agli errori dell'umanità e porci solo una domanda:

    PRERCHE'?

    Anonimo

     

    Esperienza molto coinvolgente e emozionante.

    Ottima l'organizzazione della Fondazione Fossoli.

    Bene la didattica della storia attraverso i laboratori.

    P.S. “MITICO ANCHE IL CENTRO ANZIANI!!”

    Anonimo

     

    Sono rimasto stupito alla vista delle baracche nel campo di Fossoli. Ed i racconti dei testimoni mi hanno catturato è stata un' esperienza molto bella e se potessi tornare indietro la rifarei.

    Anonimo

     

    Secondo me questo viaggio è stato ed è molto istruttivo, sopratutto la visita dei luoghi storici, che ora ci possono sembrare normali o anche “belli”, ma che dietro hanno una storia molto tragica.

    Con questo viaggio mi sono resa conto delle cose veramente brutte che hanno fatto i nazisti e i fascisti, e prima immaginavo questi fatti come una cosa lontanissima nel tempo e anche “irreale”, spero che tutti nel mondo abbiano capito la gravità dei fatti accaduti e dello sterminio degli ebrei in modo che cose del genere non si possano mai più ripetere nel tempo

    Anonimo