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  IN RICORDO DI ODOARDO FOCHERINI
  Data: 27/12/2016
  • Il 27 dicembre 1944 moriva a Hersbruck, sottocampo di Flossemburg, Odoardo Focherini che durante il periodo delle leggi razziali si prodigò a lungo a favore degli eberi perseguitati. Fu incarcerato e poi deportato per aver sottratto alla morte oltre un centinaio di ebrei. In riconoscimento della sua azione di salvataggio fu insignito nel 1955  della Medaglia d’oro delle Comunità Israelitiche, nel 1969 del titolo di “Giusto fra le genti” dallo Yad Vashem e nel 2007 della Medaglia d’oro della Repubblica italiana al Merito Civile. Nel è stato beatificato. Nella terza sala del Museo Monumento al Deportato è graffita la frase pronunciata nel carcere di San Giovanni in Monte da Focherini  al cognato:

    "Se tu avessi visto, come ho visto io in questo carcere, cosa fanno patire agli Ebrei, non rimpiangeresti se non di averne salvati in numero maggiore..."

    Odorado Focherini

    Odoardo Focherini nasce a Carpi il 6 giugno 1907. Cresce nella realtà ecclesiale carpigiana dove si impegna in varie associazioni, in particolare l’Azione Cattolica di cui diviene anche presidente diocesano. Nel 1930 si sposa e tra il 1931 e il 1943 nascono sette figli. Nel 1934 viene assunto dalla Società Assicurazione Cattolica di Verona come agente presso l’agenzia di Modena; diviene poi ispettore e svolge il suo incarico nelle zone di Modena, Bologna, Verona, fino a Pordenone. Nel 1939 assume l’incarico di amministratore delegato de “L’Avvenire d’Italia”, con sede a Bologna.

    Già nel 1942 gli viene affidato l’incarico di far espatriare un gruppo di ebrei polacchi arrivati in Italia clandestinamente, ma ilo suo impegno più consistente in favore dei perseguitati inizia dopo l’8 settembre 1943. Probabilmente è in contatto con una più ampia rete di assistenza, visto che un numero crescente di ebrei, italiani e stranieri, isolati o in gruppi familiari, si rivolgono a lui per aiuto, e non tutti lo conoscono personalmente. E lui organizza la loro salvezza: trova persone di fiducia che possano ospitarli in attesa dell’espatrio, si procura carte d’identità in bianco e le compila con dati falsi, ma verosimili, in modo che possano circolare con maggiore sicurezza. La cautela di cui si circonda – e la sua fine prematura – rendono impossibile oggi conoscere il numero dei salvati – circa un centinaio i casi documentati –, l’estensione della rete e i compiti dei singoli collaboratori. Solo le testimonianze di don Dante Sala consentono di ricostruire i viaggi della salvezza verso la Svizzera, ma si ignora chi lo abbia sostituito dopo il suo arresto (4 dicembre 1943) e se esistessero, come sembra, e come funzionassero altre vie di fuga.

    L’11 marzo 1944 Focherini viene arrestato mentre organizza la fuga dell’ultimo ebreo che riesce a salvare. Dal 13 marzo al 5 luglio è incarcerato a San Giovanni in Monte a Bologna e sottoposto a pesanti interrogatori, quindi è trasferito al campo di Fossoli, per passare, il 4 agosto al campo di Gries (Bolzano); da qui è deportato a Flossenburg  e muore il 27 dicembre 1944 nel sottocampo di Hersbruck..

    Tra i vari riconoscimenti ottenuti, la Medaglia d’oro delle Comunità Israelitiche (1955), il titolo di “Giusto fra le genti” (1969) e la Medaglia d’oro della Repubblica italiana al Merito Civile (2007). Nel 1996 è iniziato il processo di beatificazione.

    Di questi mesi rimane, testimonianza preziosa, il corpus delle lettere ufficiali e clandestine, che ha fatto pervenire alla moglie, alla madre, agli amici: mille stratagemmi per continuare a comunicare con i suoi cari e per rimanere a contatto con la sua intensa vita di lavoro. Lettere d’amore per una moglie amata intensamente, il pensiero fisso ai figli che sa di avere lasciato in un momento difficile ed incerto.

     

    Il documento che segue è una lettera di Odoardo Focherini. La lettera, pubblicata nel volume curato da Don Claudio Pontiroli, fa parte di un corpus di 166 Lettere, scritte dal carcere e dal campo di Fossoli a familiari e persone a lui vicine, sia in forma clandestina che ufficiale e conservate presso l’archivio privato di famiglia.

    [archivio privato famiglia Focherini].