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  Iniziative in occasione del 75° anniversario della morte di Odoardo Focherini
  Data: 28/01/2020
  • Iniziative in occasione del 75° anniversario della morte di Odorado Focherini

     8 febbraio Carpi | Festa di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti

     28 gennaio Mirandola | Se tu avessi visto... Odoardo Focherini, uno di noi

     14 gennaio | Articolo pubblicato sull'edizione nazionale di "Avvenire"


    Odoardo Focherini muore a Hersbruck, sottocampo di Flossembürg, il 27 dicembre 1944. Durante il periodo delle leggi razziali si prodiga a lungo a favore degli ebrei perseguitati. Viene incarcerato e poi deportato per aver sottratto alla morte oltre un centinaio di ebrei. In riconoscimento della sua azione di salvataggio viene insignito, nel 1955, della Medaglia d’oro delle Comunità Israelitiche, nel 1969 del titolo di “Giusto fra le genti” dallo Yad Vashem e nel 2007 della Medaglia d’oro della Repubblica italiana al Merito Civile. Nel 2013 è stato beatificato. 


    Già nel 1942 gli viene affidato l’incarico di far espatriare un gruppo di ebrei polacchi arrivati in Italia clandestinamente, ma il suo impegno più consistente in favore dei perseguitati inizia dopo l’8 settembre 1943. Probabilmente è in contatto con una più ampia rete di assistenza, visto che un numero crescente di ebrei, italiani e stranieri, isolati o in gruppi familiari, si rivolgono a lui per aiuto, e non tutti lo conoscono personalmente. Focherini organizza la loro salvezza: trova persone di fiducia che possano ospitarli in attesa dell’espatrio, si procura carte d’identità in bianco e le compila con dati falsi, ma verosimili, in modo che possano circolare con maggiore sicurezza. L’11 marzo 1944 viene arrestato mentre organizza la fuga dell’ultimo ebreo che riesce a salvare. Dal 13 marzo al 5 luglio è incarcerato a San Giovanni in Monte a Bologna e sottoposto a pesanti interrogatori, quindi è trasferito al Campo di Fossoli, per passare, il 4 agosto al Campo di Gries (Bolzano); da qui è deportato a Flossembürg e muore il 27 dicembre 1944 nel sottocampo di Hersbruck. Di questi mesi rimane, testimonianza preziosa, il corpus delle lettere ufficiali e clandestine, che ha fatto pervenire alla moglie, alla madre, agli amici: mille stratagemmi per continuare a comunicare con i suoi cari e per rimanere in contatto con la sua intensa vita di lavoro. Lettere d’amore per una moglie amata intensamente, il pensiero fisso ai figli che sa di avere lasciato in un momento difficile ed incerto.


    Nella terza sala del Museo Monumento al Deportato di Carpi è graffita la frase pronunciata nel carcere di San Giovanni in Monte da Odoardo Focherini al cognato: "Se tu avessi visto, come ho visto io in questo carcere, cosa fanno patire agli Ebrei, non rimpiangeresti se non di averne salvati in numero maggiore..."