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  22 aprile 1945: liberazione di Carpi
  Data: 22/04/2020
  • 22 aprile 1945 Liberazione di Carpi 

    Il 22 aprile del 1945, 75 anni fa, Carpi e altri centri della Provincia di Modena e dell’Emilia-Romagna, ritornano finalmente liberi.


    Dalla cronaca di Don Ettore Tirelli:


    22 Aprile 1945

    "Domenica III di Pasqua Allarme dalle 6.50 alle 7 ¼; dalle 7.20 (ore 8 pericolo, secondo pericolo ore 12.40) alle 17 ½.
    Molti partigiani si sono riuniti a Carpi fin dalle prime ore del mattino. La sirena ora suona pericolo, ora cessato allarme; non si conosce l’entità del momento: si vive in costernazione. Di tanto in tanto si sentono sparatorie: sono incontri di partigiani con nuclei separati di tedeschi che passano perché ritirati o per darsi alla fuga. Intanto si sentono voci che gli Americani hanno raggiunto Campogalliano: altre voci si dicono che gli inglesi sono a Limidi (voci che al momento non si possono appurare). Nella casa in via Trento e Trieste - quartiere di un battaglione di Agenti di Polizia che nella notte dal 21 al 22 si è squagliato - prende sede il Comando di Partigiani che ormai a (sic) nuclei muniti di moschetti, bombe … si portano applauditi dalla folla.
    Che sarà nel pomeriggio? La sirena suona pericolo, il popolo già in festa si ritira precipitosamente nelle case, spezzoni e mitraglia lanciateci dal cielo compiono l’ultimo atto di distruzione. Vari spezzoni colpiscono alcuni caseggiati fuori Porta Modena fra il canale e la via provinciale per Quartirolo. Intanto arrivano feriti all’Ospedale. Spariti gli aeroplani si popolano di nuovo le contrade: echeggiano gli evviva; e chi dice che gli Americani stanno per raggiungere Carpi per la via di Limidi, chi dall’Osteriola e quindi entrare in Carpi per Porta Mantova. Fra tanto entusiasmo i partigiani - mentre le contrade si fanno di nuovo deserte - corrono agli angoli delle imboccature delle strade, la sparatoria si ha un crescendo spaventoso da far supporre una forte guerriglia cogli armati tedeschi che ritraendosi tentavano la distruzione di Carpi. Nascostamente avevano puntato varie bocche di cannone, uno di questi - rimasto bottino di guerra dei partigiani - era postato tra boschetti di villa Vellani proprio dirimpetto a via Berengario. Fu la fortuna per noi l’aver poco lungi l’armata americana che avvisata mentre il cannone tuonava e bombardava Carpi si precipitava alla nostra difesa con vari carri armati. Di questi uno si fermò in Via Guido Fassi tra Porta Mantova e via Paolo Guaitoli, l’altro in Via S. Giacomo interno. Carpi così per l’intervento degli insorti carpigiani in aiuto dei partigiani fu salva perché i tedeschi si diedero alla fuga lasciando una quindicina di feriti e vari morti: di questi uno è caduto nell’ingresso della casa Cooperativa Muratori. Dei nostri trovarono gloriosa morte: Ferrari Irios caduto in combattimento in viale Guido Fassi, Medici Mirko caduto in combattimento al Parco delle Rimembranze, Meschieri Ugo e Cremaschi Pietro nella propria abitazione in via Marco Meloni - antica casa Benassi - di palla di cannone tedesco. Feriti partigiani e tedeschi arrivano all’Ospedale. L’incontro si è avuto nel tratto di via Tre Febbraio dal Cimitero al villino Vellani.
    Finalmente verso le 17 una o due camionette d’inglesi raggiungono Carpi; l’incubo, il pericolo di una ritirata distruggitrice o di una invasione sembra non abbia più a preoccupare il nostro pensiero.
    Pazza gioia quindi nei nostri cuori; sebbene, sappiamo, che da questo momento l’Italia imperiale ha perduto la sua unità ed indipendenza. Ma quando, sono le 17 ½, le campane suonano a distesa e la sirena prolunga per oltre cinque minuti il segnale di cessato allarme, si grida allora da tutti: è venuta la pace; evviva i partigiani, che sarebbero stati portati in trionfo se il cannone coi suoi micidiali colpi non avesse portato lo spavento e fra il popolo e fra i partigiani. I colpi sparati furono una cinquantina rovinando case e portando la morte in varie famiglie. Due donne ebbero asportata la testa, e fra i borghesi si ebbero morti.
    A Piazza Vittorio Emanuele - e da poco tempo Piazza della Repubblica - è stato sostituito il nome di “Piazza dei Martiri”; cosparso di fiori il posto ove furono per rappresaglia tedesca uccisi la sera del 16 agosto 1944, 16 carpigiani; come pure fu collocato un bel mazzo di fiori nel posto ove fu collocato ed esposto per un giorno al pubblico col cartello di traditore il corpo esanime del partigiano Ronchetti.
    Danneggiate varie case. Colpita la torre di S. Francesco presso la camera campanaria dalla parte di sera; colpito il piedistallo che porta il busto di Alberto Pio all’ingresso del giardino; distrutte alcune arcate del portico di S. Nicolò: varie case in via [bianco nel testo] dove trovarono la morte due donne, ed altri non pochi fabbricati di Gildo Tarabini in via Cremaschi, di Falsiroli in via Ettore Muti.
    In serata con Pubblico Manifesto il Comitato di Liberazione Nazionale prende provvisoriamente le redini del Governo di Carpi".


    23 Aprile 1945

    "Giornata d’entusiasmo. Sventolano dal balcone del Palazzo Comunale le bandiere d’Italia senza lo stemma di Casa Savoia, la bandiera della Russia, dell’Inghilterra e America. Cortei di giovinotte al canto di inni marziali si rovesciano in Città; di tanto in tanto si vedono sfilate di prigionieri scortati da partigiani e portarsi queste al Comando in Via Trento e Trieste ove si ha il massimo movimento della giornata. Così passano scarlancate automobili, camions e rimorchi, biciclette, motociclette, mandrie di cavalli e di somari, bottino di guerra fatto nella nottata. Così Carpi passa dal Comando Tedesco sotto il Comando dell’esercito alleato anglo - americano - russo: speriamo che gli evviva di oggi siano di buon augurio per l’avvenire.
    Nel pomeriggio si ripetono i passaggi di cortei che notiamo composti da giovinette dai 17 ai 20 anni sono armate di fucili, stili, bombe e rivoltelle: risveglio patriottico nella donna! Speriamolo! - Ore 18: le quattro salme vittime del trambusto di ieri sono trasportate nella Chiesa della Sagra. Sono i partigiani: Ferrari Irios - Medici Mirko - Meschieri Ugo - Cremaschi Pietro.
    ...Vari spari di cannone ci hanno stanotte turbato il sonno. Ciononostante giornata d’entusiasmo. Esposte nel balcone Comunale le bandiere d’Italia, senza lo stemma dei Savoia, la russa, l’inglese, l’americana: ed oltre ad un imbandieramento totalitario un pavesamento generale di Manifesti: del Comitato di Liberazione Nazionale - del Partito Socialista - del Partito Comunista, uno dei comunisti carpigiani, un secondo dei Giovani d’Italia - di un partito Nuovo a cura Federazione Comunista - del Partito d’Azione -del Fronte della Gioventù.
    Tutti sono in armi: i partigiani ed una quantità di signorine campagnole. Vedere giovinotte di 16 o 17 anni portare il fucile, la rivoltella, la bomba darebbe di supporre un risveglio patriottico nel cuore della donna carpigiana, sempre che non si spenga nel momento del pericolo o del combattimento. Sono cortei continui, e ripeto sempre di gioventù femminile che girano in lungo e in largo la città per tutta la mattinata. L’uomo e la gioventù maschile, diciamolo per la verità, ha preferito restare in disparte accontentandosi solo di applaudire. A questi cortei si sono viste meste sfilate di prigionieri tedeschi, sfilate di autocarri con munizioni bottino di guerra, prigionieri con arnesi di lavoro a togliere le spranghe d’acciaio dalle imboccature di alcune strade poste alla periferia della città una settimana fa a sbarramento dei carri armati degli eserciti alleati. Scarlancate automobili, camions con rimorchi, motociclette, biciclette, cavallieri (sic) e fra questi americani girano in lungo e in largo Carpi per tutto il pomeriggio. I canti, gli evviva sono continui, si applaude ai partigiani che - diciamolo fra noi - approfittando del turpe e delittuoso mercato nero si sono fatti grassi ed inumani borghesi".


    24 Aprile 1945

    "Camions stracarichi di prigionieri tedeschi attraversano Carpi per essere portati a qualche Campo di Concentramento. In due riprese i camions passati saranno stati una sessantina e forse più.
    Ore 10 - Dalla Sagra per il Duomo parte il corteo funebre delle quattro vittime cadute nel conflitto del giorno 22. Imponentissimo, mai visto in Carpi. Intervenuti: il popolo di Carpi, poi gli abitanti di tutte le ville del carpigiano, Soliera, Novi, Correggio. Ogni gruppo portava il nome della località. Si ebbero incidenti e contrasti. Il passaggio di una lunga colonna americana sanitaria, l’arresto di un tedesco travestito, due sparatorie - che produssero qualche confusione - mentre la colonna sanitaria portò un sollievo al cuore del pubblico partecipante al funerale (quelli che si trovavano sotto il portico e parte di quello che si trovava nelle adiacenze del pubblico non seppe trattenersi dall’applaudire al soldato americano). La colonna di sanità si è fermata nei locali dell’Ospedale Ramazzini. Diventerà, questo, ospedale per feriti. Vedremo.
    - Solennissimo Te Deum in Duomo. - Sono presenti i componenti il provvisorio Comitato di Liberazione: la chiesa è gremitissima. La funzione ha inizio col suono [bianco nel testo] eseguito da scelta orchestra: alla metà del Te Deum il Vescovo pronunzia un elevato patriottico discorso: si continua il canto di ringraziamento, ed impartita la benedizione si cantano canzoni di lode a Maria Vergine.
    - Per tutto il pomeriggio l’entusiasmo della popolazione ha avuto un crescendo su quello di ieri. Si canta, si suona, si salta pazzescamente.
    - Sono stati affissi nuovi manifesti inneggiando alla vittoria e alla fusione degli animi in un unico Partito democratico".