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  6 marzo, Giornata europea dei Giusti
  Data: 06/03/2022
  • 6 marzo 2022 | Giornata europea dei Giusti

    Il Parlamento Europeo ha istituito la Giornata europea dei Giusti, da celebrare il 6 marzo, per ricordare tutti gli uomini e le donne che hanno operato per salvare vite umane nei genocidi e nelle diverse situazioni di conflitto, violenza e ingiustizia, tutelando la dignità umana e i diritti umani. In questa giornata, e in un momento così particolare per il conflitto in atto, la Fondazione Fossoli ha scelto di ricordare le figure di due Giusti legati alla storia dell'Ucraina.


    ► Vasiuta Wegrzynowska (? - 1944): la contadina ucraina uccisa dai nazionalisti


    Vasiuta Wegrzynowska è una vedova che vive con i tre figli Jan, Mikhal e Docia nel paesino di Zahajpol in Ucraina. Negli anni '30 lavora come bracciante presso la famiglia ebrea degli Helper. Maks e Henya Helper sono molto magnanimi con i loro dipendenti, così nel 1943, quando sono alla disperata ricerca di un rifugio, Vasiuta li aiuta nascondendoli in casa propria.
    Gli Helper vivono con la figlia in un bunker creato appositamente per loro sotto la stalla. È un ambiente buio, umido e angusto, dove non c’è spazio per muoversi e bisogna tenere tranquilla la bambina per evitare che i vicini si accorgano della presenza degli ebrei. Per 18 mesi Vasiuta si prende cura di loro, li nutre e a volte divide il pane con loro. La polizia perquisisce tutta la casa più volte, fortunatamente senza trovare nulla. Nel marzo 1944 i sovietici liberano l’Ucraina. I tre clandestini lasciano il nascondiglio per la prima volta e si riuniscono agli altri sopravvissuti. Vasiuta li accompagna, fiera di averli soccorsi per tutto il tempo dell’occupazione. Tuttavia diversi mesi dopo viene uccisa con i figli da una banda di nazionalisti che compiono vendette contro coloro che hanno aiutato gli ebrei durante la guerra.


    ► Gareth Jones (1905 - 1935): il giornalista gallese che denunciò l'Holodomor


    L’Holodomor è il genocidio per fame di oltre 6 milioni di persone, perpetrato dal regime sovietico, a danno della popolazione ucraina negli anni 1932 - 1933. Stalin sfruttò ed esasperò la carestia dovuta alla collettivizzazione delle terre per eliminare il “problema dell’Ucraina”, determinando, insieme all'annientamento dei contadini, lo sterminio delle élites culturali, religiose e intellettuali ucraine, considerate nemiche del socialismo. Nel clima d’indifferenza generale rispetto all’ecatombe che era in atto nei villaggi, non solo in Ucraina ma anche nei pressi di Mosca, un giornalista gallese, Gareth Jones, decise che era giunto il momento di dire al mondo quello che stava accadendo. Fu l’unico testimone indipendente delle atrocità dell’Holodomor, mai riconosciute ufficialmente dall’Unione Sovietica prima e dalla Russia poi.