CHANGE COLOR
  Convegno: Campi di transito in Europa dalla seconda guerra mondiale a oggi. Storia, spazi, memorie (Carpi, 4-5 ottobre 2018) LA SCADENZA DELLA CALL E' PROROGATA AL 17 GIUGNO 2018
  Data: 17/06/2018
  • La Fondazione Campo Fossoli invita a sottoporre proposte di contributo per il convegno internazionale "Campi di transito in Europa dalla seconda guerra mondiale a oggi" (Carpi 4-5 ottobre 2018), secondo le modalità indicate nella call in allegato e consultabile all'indirizzo:  https://goo.gl/EWthNy

    La scadenza per l'invio delle proposte è prorogata al 17 giugno

     


    Campi di transito in Europa dalla seconda guerra mondiale a oggi. 
    Storia, spazi, memorie

    Carpi (MO), 4-5 ottobre 2018

     

    Questo convegno si pone come obiettivo quello di interrogare, in una prospettiva multidisciplinare e comparativa, il ruolo e l’uso dei campi di transito nel quadro storico, geografico e culturale europeo dalla seconda guerra mondiale a oggi.

    I lavori sono promossi dalla Fondazione Campo Fossoli che si occupa di conservare e tramandare la storia e le memorie dell’omonimo campo di transito italiano. Fossoli rappresenta un caso esemplare di campo di transito nella storia degli spostamenti di popolazione avvenuti in Europa in modo più o meno forzato durante il XX secolo. Tra il 1942 e il 1943 Fossoli fu un campo per prigionieri di guerra britannici catturati dal Regio esercito fascista. Nel 1943-1944 un campo di transito e deportazione nei Lager nazisti per ebrei e oppositori politici in mano ai fascisti prima e ai nazisti poi e un centro di raccolta per rastrellati da trasferire in Germania come manodopera forzata. Dopo la guerra Fossoli fu attivo fino agli anni Settanta ospitando in successione  profughi stranieri indesiderabili, la comunità di Nomadelfia e infine il villaggio San Marco per profughi giuliano-dalmati. Più storie si intrecciano dunque in questo luogo ed esse si legano al più generale corso della Storia facendo di Fossoli un caso di studio esemplare.

    Appaiono rilevanti alcuni nodi e temi storiografici: dai campi di concentramento e di prigionia di guerra fascisti e nazisti ai diversi percorsi della deportazione dall’Italia e dall’Europa occupate dai tedeschi; dalla rete del sistema concentrazionario nazista al suo funzionamento; dalla complessa fase seguita al conflitto – fra tentativi di fare giustizia e mancata epurazione da un lato e difficile gestione dei flussi di profughi di guerra, reduci e displaced persons dall’altro – al tema delle migrazioni forzate.

    A partire dall’esperienza storica di Fossoli, il convegno interroga il campo di transito come spazio culturale e architettonico usato in molteplici circostanze storiche per il controllo e la gestione di flussi di persone in diverse condizioni di costrizione (dalla prigionia alla migrazione forzata o meno).  

    Il campo di transito è un luogo in cui le memorie e i significati si stratificano. Nel corso dei decenni i campi di transito sono destinati a usi diversi e a volte opposti, venendo attraversati da eventi e storie tra loro eterogenee che ne scrivono e sovrascrivono il senso. I campi di transito sono dunque luoghi il cui senso si stratifica attraverso il tempo, attraverso gli usi e attraverso le funzioni che i diversi contesti storico-geografici che affidano ad essi. La ricostruzione delle trasformazioni di senso che il campo di transito subisce nel corso dei decenni può focalizzarsi su risorse simboliche e pratiche discorsive diverse: dalla raccolta delle memorie individuali di chi nel campo è vissuto, al modo in cui la popolazione locale ha percepito il campo come spazio interno (ma allo stesso tempo estraneo) al proprio tessuto comunitario; dal discorso mediatico sui fatti (di cronaca, politici, militari…) che si stratifica nel corso dei decenni fino alle politiche che hanno il campo come soggetto e oggetto del discorso e della pratica istituzionale, da quello securitario (il campo di prigionia o di controllo dei flussi migratori) a quello memoriale (il campo come luogo di memoria).

    Esiste infine un grande scompenso tra la banalità e la fragilità che caratterizzano l'architettura dei campi di transito, di concentramento e sterminio e l’enorme dimensione simbolica e memoriale che questi manufatti possiedono. Le problematiche relative alla conservazione materiale, le tematiche della museificazione e della fruizione dei siti storici e il racconto delle memorie che risiedono in questi spazi e delle storie di cui essi sono stati testimoni, costituiscono alcune dei maggiori temi per l'interpretazione di luoghi che altrimenti appaiono quasi totalmente privi di una caratterizzazione architettonica riconoscibile.

    A fianco dell'oggetto architettonico, esiste una dimensione maggiormente immateriale dell'architettura che non coincide con il luogo stesso ma, invece, con una topografia molto più ampia e complessa che risiede nell'intera rete dei percorsi e delle infrastrutture funzionali alle migrazioni o alla deportazione di cui un campo come Fossoli rappresenta uno dei luoghi, paradossalmente, più riconoscibili. A questa scala è possibile ricostruire non solo le vicende specifiche dei singoli luoghi ma anche tracciare storie i cui confini non coincidono con lo spazio fisico del campo.

    Muovendo da Fossoli e dalla sua complessità, il convegno invita studiosi e studiose di storia, filosofia, architettura, semiotica, memoria, museologia, politiche pubbliche, comunicazione della storia, patrimonio culturale, mediazione didattica a confrontarsi con i macrotemi del “campo” e del “transito di popolazioni” nel corso del XX secolo e fino al presente.

     

    I contributi potranno vertere su Fossoli o su altri luoghi di transito italiani o stranieri – anche in chiave comparata – e prendere in considerazione uno o più aspetti legati alla storia, alla memoria, alla narrazione, all’organizzazione dello spazio, alla funzione secondo un approccio mono o multidisciplinare.

    Gli interventi, di 20 minuti ciascuno, potranno essere in italiano o inglese.

    Per la selezione si richiede un abstract in italiano o inglese di massimo 600 parole e un sintetico profilo biografico di massimo 300 parole. L'abstract dovrà indicare tema e specifico oggetto d’analisi del contributo, gli obiettivi cui tende e la metodologia seguita. È richiesta anche una bibliografia di riferimento di massimo dieci titoli (i cui caratteri non saranno conteggiati). Sulla base di questi criteri, le proposte saranno valutate e selezionate dal comitato scientifico del convegno.

    Abstract, profilo e bibliografia dovranno essere inviati all'indirizzo email: ricerca@centrostudifossoli.org entro e non oltre il 17 giugno 2018.

    Gli autori accettati al convegno dovranno inviare una sintesi della loro relazione (massimo 2000 parole, note e bibliografia escluse) per il comitato scientifico del convegno e i discussant entro il 31 luglio 2018.

    Successivamente al convegno verrà operata una selezione delle relazioni ai cui autori verrà chiesto di redigere un saggio scientifico a partire dalla relazione e dalle sollecitazioni emerse durante la discussione in sede di convegno. I saggi confluiranno in un volume edito nella collana della Fondazione Campo Fossoli. La collana, in avvio, sarà pubblicata da un editore accademico, e curata dal Centro Studi e diretta dal Comitato Scientifico della Fondazione.

     

    SCADENZE

    17 giugno 2018                     termine invio abstract, profilo, bibliografia

    31 luglio 2018                         temine invio sintesi relazione

    4-5 ottobre 2018                     Convegno