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  Progetto IBC 2016-17: L'archivio svelato. Le carte di Ada Marchesini nell'archivio della Fondazione ex Campo Fossoli
  Data: 30/11/2016
  • Progetto IBC - Concorso di idee "Io Amo i Beni Cultirali - VI edizione"
    L'archivio svelato. Le carte di Ada Marchesini nell'archivio della Fondazione ex Campo Fossoli

    Il progetto presentato dalla Fondazione Fossoli, insieme all'Istituto A. Meucci di Carpi, al Concorso di idee "Io Amo i Beni Culturali" - VI edizione - è risultato tra i vincitori nella sezione Archivi | a.s. 2016-2017


    Istituzione capofila | Fondazione Fossoli, Carpi


    Istituzione coproponente | Istituto di Istruzione Superiore A. Meucci, Carpi | 48 studenti coinvolti


    Enti partner | Servizio comunicazione del Comune di Carpi | Assessorato all’Istruzione del Comune di Carpi TRC Redazione giornalistica di Modena


    Durata | novembre 2016- novembre 2017


    Progetto |
    Il progetto mira a valorizzare il patrimonio culturale costituito dagli archivi, nella fattispecie, tra gli archivi della deportazione, il fondo Ada Marchesini della Fondazione Fossoli. Gli studenti, dopo aver analizzato l’epistolario tra Ada e il marito Giuseppe, scritto durante il periodo di internamento a Fossoli realizzeranno, con il supporto di un regista e video maker professionista, un web-documentary sull’archivio e la sua documentazione.


    Obiettivi |
    1) promuovere una conoscenza di tipo storica della deportazione e del contesto di guerra;
    2) acquisire la conoscenza e la pratica dei nuovi linguaggi di comunicazione;
    3) rendere familiare la frequentazione dell’archivio;
    4) realizzare un prodotto video di alta divulgazione;
    5) avvicinare alla sensibilità dei giovani il patrimonio archivistico;
    6) impegnare gli studenti sulla riflessione della mediazione tra patrimonio e comunicazione;
    7) creare forme di comunicazione coinvolgenti per far giungere al grande pubblico l’importanza della documentazione archivistica;
    8) far comprendere l’importanza della conservazione della documentazione in generale e nello specifico di quella soggettiva per la storia della deportazione.


    Metodi |
    La metodologia della didattica dei luoghi di memoria e della didattica d’archivio, affidate alla conduzione di esperti e professori, è stata adottata per visite guidate all’archivio della Fondazione Fossoli, presso la sede della ex Sinagoga di Carpi, al Campo di Fossoli e al Museo Monumento al Deportato. Il percorso ha messo a frutto la valenza pedagogica di mettere in relazione il patrimonio materiale e immateriale in grado di creare un sistema virtuoso di conoscenza e formazione. La metodologia propria dei laboratori documentali di storia, con gli studenti chiamati al lavoro in gruppo, è stata applicata per l’indagine sui documenti d’archivio: gli studenti si sono così mossi tra le carte e lettere di Ada Marchesini, dirigendosi da una fase di analisi documentaria a una fase interpretativa. Il lavoro in gruppo - in cui sviluppare un particolare ambito tematico e quindi relazionare le informazioni acquisite in forma plenaria all’intera classe - ha permesso di far emergere i diversi punti di vista e sguardi degli studenti rispetto ai tanti significati e spunti tematici che le lettere di Ada Marchesini restituiscono. Lezioni frontali, non solo condotte dai risepettivi docenti delle classi ma consistite anche in corsi seminariali e incontri con esperti, hanno costituito il percorso di formazione declinato sia alla conoscenza del linguaggio e tecniche di comunicazione sia all’inquadramento storico del contesto della deportazione femminile. L’apprendimento mediante l’affiancamento del regista del web documentary ha inoltre caratterizzato tutta l’attività di progettazione, realizzazione redazione delle riprese, sceneggiatura e montaggio rivolta alla produzione del filmato. Il progetto ha costituito una preziosa occasione di lavoro interdisciplinare. Ha infatti coinvolto i docenti di materie storico-letterarie, tecniche della comunicazione e francese. Gli insegnanti di italiano e storia hanno fornito il supporto all’approccio narrativo e alla contestualizzazione storica, quello di lingua ha seguito la traduzione di alcune lettere, infine il docente di tecniche di comunicazione ha seguito l’apprendimento nell’ambito della comunicazione e la produzione del web documentary.


    Risultati |
    Il progetto ha portato alla realizzazione del web documentary L'archivio svelato. A differenza delle più consuete produzioni di documentari o video in cui il rapporto con la storia e l’ambito culturale è affidato alla trasposizione filmica di un evento o di una storia personale, il web-documentary che si è realizzato è una narrazione che pone al centro l’archivio e la sua documentazione, ne mostra la materialità ma al contempo è in grado di evocare scenari più ampi e di forte coinvolgimento. In questo modo coniugare medium filmico e bene culturale, ha permesso di dimostrare come gli archivi siano di per sé rivelatori di storie e siano essi stessi capaci di veicolare cultura. Il video è stato presentato ufficialmente il 24 novembre 2017 nella giornata di restituzione dei progetti "Io amo i beni culturali - VI edizione 2016-2017" presso la “Sala 20 maggio 2012” in Regione a Bologna.